A cura dell’Avvocato Laura Melis

 

Per prima cosa cerchiamo di fugare un equivoco molto diffuso e cioè che il mantenimento non è una sanzione addossata ad uno dei coniugi in caso di separazione.

L’assegno di mantenimento serve infatti solo a compensare eventuali sproporzioni di reddito, valutate sulla scorta delle ultime pronunce della Cassazione, in ultimo la sentenza a S.U. n. 18287/2018, che ha dato rilievo a quanto già disciplinato e considerato dalla legge sul divorzio del 1970 all’art. 5.

Valutare diritto e fattori che influiscono sull’assegno di mantenimento

Per stabilire l’ammontare del mantenimento da versare all’ex coniuge è necessario procedere a due valutazioni:

  1. Verificare se sussista il diritto al mantenimento;
  2. Quantificare il relativo ammontare sulla base di una serie di variabili.

Il Diritto al mantenimento

Per verificare la sussistenza del diritto al mantenimento in capo ad uno dei coniugi (che non abbia ricevuto una dichiarazione di addebito della separazione da parte del Giudice), bisogna valutare l’esistenza di una evidente sproporzione dei redditi tra i due coniugi.

Una volta accertata la differenza reddituale, si comincia a considerare l’età del richiedente: generalmente, il coniuge giovane ha meno diritto al mantenimento rispetto al coniuge “anziano”, attesa la sua età lavorativa che gli permette di trovare un lavoro per rendersi indipendente economicamente.

Oggetto di valutazione è anche l’eventuale nuova convivenza stabile del richiedente: se il coniuge con il reddito più basso inizia una nuova convivenza, può non avere diritto al mantenimento.

 

Fattori che influiscono sull’assegno di mantenimento

Veniamo al calcolo vero e proprio, premettendo che i parametri che seguono non avranno mai una certezza aritmetica, diversificandosi ogni volta in base agli elementi concreti.

Secondo la Cassazione, contribuiscono al calcolo dell’assegno di mantenimento:

  1. Spese a carico del coniuge che versa il mantenimento. Ad esempio pensiamo al pagamento di un mutuo sulla casa assegnata all’ex moglie o la necessità di pagare un affitto o secondo mutuo per l’abitazione in cui vive. O ancora la sussistenza di un nuovo nucleo familiare.
  2. Benefici di cui dispone il coniuge beneficiario del mantenimento: assegnazione della casa familiare, eventuali aiuti economici erogati da familiari.
  3. Redditi propri del coniuge beneficiario, che possono diminuire o azzerare il mantenimento.
  4. Proprietà immobiliari o mobiliari del coniuge beneficiario, che possono diminuire il mantenimento.
  5. Durata del matrimonio può a sua volta influire sull’importo dell’assegno di mantenimento. La breve durata del matrimonio diminuisce l’importo dell’assegno.

Si ribadisce, peraltro, che ogni caso è un caso unico, ogni famiglia ha una storia ed ha avuto un’organizzazione interna da cui sono derivati diritti ed obblighi durante la convivenza matrimoniale e da cui deriveranno diritti ed obblighi in caso di separazione.

 

Per ulteriori dettagli sull’assegno di mantenimento puoi trovare approfondimenti nello speciale approfondimento sull’assegno di mantenimento.

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