A cura dell’Avvocato Laura Melis

 

Per i non addetti ai lavori una condanna, seppur di primo grado, potrebbe sembrare un giudizio delle ripercussioni inevitabilmente immediate. Ma non è necessariamente così.

La condanna di primo grado può comportare il carcere?

La condanna in primo grado non comporta necessariamente la reclusione in carcere: la presunzione di non colpevolezza copre fino al terzo grado di giudizio (Cassazione). Fino al giudizio di Cassazione infatti le sentenze possono anche essere completamente ribaltate: una condanna può così diventare un’assoluzione e viceversa.

L’ordinamento giuridico, a salvaguardia della libertà delle persone e della credibilità dello Stato liberale e democratico, offre tra gradi di giudizio, in cui la stessa questione sarà esaminata da tre Giudici diversi.

In virtù del principio di non colpevolezza, quindi, fino al terzo grado di giudizio un soggetto è considerato innocente e fino a condanna definitiva passata in giudicato.

Di conseguenza, non è consentita l’immediata carcerazione a seguito della condanna di primo grado nel caso in cui sia ancora possibile proporre impugnazione.

Impugnazione di un giudizio di condanna

La mancata impugnazione in Appello o in Cassazione nei termini prescritti dalla legge fa decadere dal diritto di impugnare la sentenza, che diventa definitiva e, quindi, dovrà essere portata in esecuzione, con carcerazione del condannato.

Quindi, generalmente, con una condanna in primo grado non si va in carcere purché si impugni la sentenza con l’appello. Ma che significa “generalmente”?

Arresto per motivi cautelari

L’uso “generalmente” è dovuto al fatto che, in alcuni casi, per ragioni che esulano dalla definitività della sentenza, è possibile che al termine del giudizio di primo grado il condannato, pur ancora presuntivamente innocente, venga sottoposto all’arresto per ragioni cautelari.

I motivi cautelari possono essere diversi, come ad esempio: pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove.

Conversione e Sospensione Condizionale della pena

Bisogna ancora ricordare che non necessariamente alla condanna definitiva segue la sua esecuzione in carcere, infatti:

  • Alcuni tipi di pene detentive possono essere convertite in pene pecuniarie;
  • Alcuni tipi di pene detentive possono essere convertite in pene alternative alla detenzione;
  • Il Giudice di primo grado può concedere la cd. “sospensione condizionale della pena”, in base alla gravità del reato ed alla possibilità che il soggetto ne commetta un altro. In poche parole, il Giudice sospende l’esecuzione della pena per cinque (5) anni se la condanna è per delitto e di due (2) anni se la condanna è per contravvenzione, purchè la pena inflitta non superi i due (2) anni. Qualora, però, il condannato commetta un altro reato durante il tempo della sospensione, verrà condannato ad espiare la pena inizialmente sospesa oltre a quella inflitta per il reato successivo.

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