A cura dell’Avvocato Laura Melis

 

In questo articolo affrontiamo il tema delle condotte riparatorie che, in tanti casi, è una valida risoluzione dei reati e delle conseguenze sanzionatorie.

Estinzione del reato per condotte riparatorie: la normativa

Al fine di deflazionare e rendere più rapido il sistema processuale penalistico, il legislatore ha emanato il nuovo art. 162-ter, rubricato “Estinzione del reato per condotte riparatorie”, introdotto con L. 103/2017, il quale prevede che:

“nei casi di procedibilità a querela soggetta a remissione, il Giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ha riparato interamente, entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, e ha eliminato, ove possibile, le conseguenze dannose o pericolose del reato”.

L’articolo 162 ter c.p. potrà operare soltanto in riferimento ai reati procedibili a querela rimettibile, cioè quei delitti e contravvenzioni che realizzano un’offesa ad interessi individuali nella esclusiva disponibilità del titolare, ad esclusione quindi dei reati perseguibili d’ufficio.

Pertanto, se il soggetto titolare del bene giuridico leso riterrà, prima dell’apertura del dibattimento, di essere stato totalmente risarcito (anche mediante restituzioni), il giudice ne farà conseguire una declaratoria di estinzione del reato.

Questa disposizione normativa rientra nel più ampio quadro della risocializzazione dell’imputato, che, attraverso la riparazione come conseguenza del reato, potrà dare prova di aver compreso il disvalore della lesione cagionata.

Come avviene la riparazione del danno cagionato

La riparazione del danno cagionato potrà avvenire:

  • Mediante il versamento di una somma di denaro equivalente al pregiudizio causato alla persona offesa (risarcimento).
  • Mediante la reintegrazione dello stato di fatto preesistente alla commissione del reato (restituzioni).

La condotta riparatoria non deve limitarsi al mero risarcimento ma deve includere la possibilità di restituzione, cioè ripristino dello status quo ante mediante eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose.

L’imputato dovrà, a tale scopo, formulare un’offerta reale.

La legge permette anche la possibilità del pagamento in forma rateale di quanto dovuto a titolo di risarcimento.

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