A cura dell’Avvocato Federico Rosso

Se stai cercando saperne di più sulla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti sei nel posto giusto. In questo breve articolo illustreremo in pochi passaggi tutto quello che c’è da sapere sulle normative vigenti in materia di guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti, sulle sanzioni amministrative e penali, nonché sulla differenza tra fermo, sospensione e confisca del mezzo, con l’obiettivo di fornirti una guida di riferimento per sapere sempre cosa fare e come comportarti.

Guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti: normativa di riferimento

La guida in stato di ebbrezza e la guida sotto effetto di stupefacenti sono due tra i reati penali stradali più frequenti e conosciuti e tali condotte vengono perseguite (e punite) ai sensi degli articoli 186, 186 bis e 187 del Codice della Strada (decreto legislativo n. 285 del 30 aprile 1992). Più precisamente gli articoli di riferimento sono:

  • L’articolo 186 del Codice della Strada (C.d.S.), denominato (o meglio “rubricato”) come “Guida sotto l’influenza dell’alcool”: che punisce “chiunque guida in stato di ebbrezza” stabilendo sanzioni differenti a seconda del tasso alcoolemico riscontrato.
  • L’articolo 187 del Codice della Strada (C.d.S.), denominato “Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti”: che punisce il conducente che guida sotto effetto di qualunque sostanza stupefacente (art. 187 C.d.S.).

Guida in stato di ebbrezza: limiti alcolemici e sanzioni

Per ciò che concerne la guida sotto l’effetto di alcolici, come dicevamo, a chiunque a seguito di accertamento venga riscontrato un tasso alcolemico che superi la soglia massima del tasso di alcolemia di 0,5 g/l (cioè grammi per litro di sangue) consentita per legge sarà punito in relazione all’entità del superamento di tale limite, e più precisamente:

  1. Prima fascia 0,5-0,8 g/l: se il tasso alcolemico riscontrato risulti cioè superiore a 0,5 ma inferiore a 0,8 g/l verranno applicate sia una sanzione amministrativa pecuniaria (da 532 a 2.127 euro) che la sanzione della sospensione della patente di guida da 3 a 6 mesi. Da notare come tale ipotesi non comporta l’instaurazione di alcun procedimento penale ma solo le sanzioni amministrative sopra riportate.
  2. Seconda fascia 0,8-1,5 g/l: se il tasso alcolemico riscontrato risulti superiore a 0,8 ma inferiore a 1,5 g/l il trasgressore può essere punito con:
    • Ammenda da 800 a 3.200 euro
    • Sospensione della patente da 6 mesi ad 1 anno
    • Arresto fino a sei mesi
  3. Terza fascia, oltre i 1,5 g/l: se il tasso alcolemico riscontrato risulti superiore a 1,5 g/l il trasgressore può essere punito con:
    • Ammenda da € 1.500 ad € 6.000
    • Sospensione della patente da 1 a 2 anni
    • Arresto fino ad un anno

E’ bene notare che per chi guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (qualunque esse siano) sono sempre previste le pene della terza fascia.

Guida in stato di ebbrezza: di chi è la proprietà del veicolo?

Qualora a seguito di accertamento si venisse trovati alla guida in stato di ubriachezza (terza fascia in elenco) è importante differenziare tra il caso in cui il veicolo appartenga al conducente e  il caso in cui il veicolo fosse di proprietà di un soggetto terzo:

  • Il veicolo guidato è di proprietà del conducente: il veicolo verrà sequestrato e verrà nominato custode del veicolo lo stesso conducente o una persona terza idonea e prontamente reperibile o, in caso di indisponibilità di terzi idonei, il carro attrezzi intervenuto: in questo caso, il luogo di custodia diverrà il deposito presso cui il veicolo verrà portato. Da notare come in tal caso occorre prontamente reperire un luogo alternativo di custodia del veicolo ed un nuovo custode così da contenere le spese accessorie di custodia che sono a carico del trasgressore. 

Per modificare il custode ed il luogo della custodia occorre recarsi presso l’Ufficio dell’organo accertatore – ad esempio presso il comando della Polizia Mucipale – e compilare un apposito modulo contenete la richiesta.

Gli accertatori, inoltre, diffideranno il trasgressore dall’utilizzare il mezzo sequestrato: diversamente si verrebbe meno agli obblighi imposti al custode e si potrebbe così incappare in ulteriori sanzioni penali (articoli 334 e 335 codice penale).

  • Il veicolo guidato appartiene ad una persona diversa dall’autista: la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata.

Il sequestro sul veicolo resta valido sino alla conclusione del procedimento penale all’esito del quale il Giudice può disporre la confisca del mezzo (ovvero l’auto diventa di proprietà dello Stato e verrà prelevata dal luogo di custodia dalle forze dell’ordine). Il veicolo di proprietà del trasgressore, che all’atto dell’accertamento risulterà avere un tasso alcolemico superiore a 1,5 mg/l, verrà sempre confiscato (previo sequestro amministrativo).

Differenza tra fermo, sequestro e confisca del veicolo

Spesso capita di fare confusione tra il significato di fermo e sequestro amministrativo e di confisca del veicolo. Vediamo brevemente le differenze:

  • Il fermo amministrativo del veicolo è una sanzione di tipo accessorio che, nel caso di determinate violazioni del codice della strada, si aggiunge all’importo dovuto per la violazione e che comporta l’impossibilità di usare il mezzo per un periodo determinato di tempo (che risulta di conseguena non più autorizzato alla circolazione).
  • Il sequestro amministrativo del veicolo è invece una misura di tipo cautelare e cioè provvedimento finalizzato ad impedire la circolazione di un veicolo inflitta a seguito di violazioni di vario genere e che possono avere carattere amministrativo oppure penale e che resterà valido sino alla conclusione del procedimento penale a carico del trasgressore, al termine del quale il veicolo potrà essere restituito al proprietario (nei casi ad esempio di estinzione del reato o di assoluzione) o in alternativa confiscato.
  • La confisca del veicolo infine è un provvedimento di tipo sanzionatorio attraverso il quale la Pubblica Amministrazione acquisisce la proprietà di un bene il quale può essere emesso nell’ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario. A differenza delle altre tipologie di misure cautelari dunque la confisca non crea un semplice vincolo temporaneo alla libera disponibilità del bene ma al contrario priva il proprietario del diritto di proprietà del bene che viene di fatto acquisito dallo Stato.

Guida in stato di ebbrezza per minori di 21 anni e per chi svolge attività di trasporto (di merci o persone)

Guida in stato di ebbrezza per i minori di 21 anni o per chi svolge attività di trasporto

Ma le soglie viste in precedenza valgono per qualsiasi età e tipologia di guidatore? La risposta a questa domanda è no. E’ importante sottolineare infatti che qualora il trasgressore abbia meno di 21 anni, sia neopatentato o eserciti professionalmente l’attività di trasporto di persone o di cose, le pene stabilite sono aumentate fino al doppio (art. 186 bis C.d.S.). Tali soggetti, inoltre, verranno sanzionati con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 164 a € 664 anche nel caso in cui il tasso alcoolemico riscontrato sia inferiore a 0,5 g/l. In estrema sintesi, per le categorie menzionate, non è consentito assumere alcol in alcuna misura prima di mettersi alla guida.

Guida in stato di ebbrezza per i 18enni

Particolare attenzione anche per i più giovani: qualora infatti venga accertato un tasso alcoolemico inferiore a 0,5 g/l a carico di un diciottenne alla guida di qualunque mezzo di trasporto (scooters e motocicli dunque inclusi), il trasgressore non potrà conseguire la patente di guida B sino al compimento del diciannovesimo anno di età; qualora l’autista abbia meno di 18 anni, la patente B non potrà essere conseguita fino a 21 anni.

Recidiva di guida in stato di ebbrezza

La patente verrà sempre revocata in caso di recidiva nel biennio (ovvero se vengo fermato una seconda volta al volante ubriaco entro due anni dalla prima contestazione), o nel triennio per persone con età inferiore ai 21 anni, neo patentati, autotrasportatori e persone fermate alla guida in stato di alterazione psicofisica (cioè sotto l’effetto di stupefacenti).

Incidenti per guida in stato di ebbrezza

E’ bene notare che le pene riportate in precedenza verranno sempre raddoppiate qualora il conducente alterato dall’assunzione di sostanze alcoliche (o stupefacenti) causi un incidente stradale: in tal caso se il veicolo con il quale è stato commesso l’illecito appartiene al guidatore verrà anche disposto il fermo amministrativo del mezzo per 180 giorni (ovvero non potrò utilizzare quel mezzo di trasporti per 180 giorni, ma lo stesso non verrà né sequestrato, né confiscato). Inoltre, in caso di incidente e qualora il tasso alcoolemico accertato superi 1,5 g/l, la patente di guida è sempre revocata.

Guida in stato di ebbrezza in orario notturno

Ma essere colti alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza di giorno o di notte è uguale? Anche in questo caso la risposta è no: le pene dell’ammenda stabilite nelle ipotesi viste in precedenza (con riferimento a tutte) sono infatti sempre aumentate da un terzo fino alla metà se il reato è commesso nella fascia oraria compresa tra le ore 22 e le ore 7 (illeciti commessi nell’orario considerato dal codice come notturno).

Rifiuto di accertamento del tasso alcolemico

E cosa succede se mi rifiuto di sottopormi l’alcool test? 

E’ il caso di ricordare che in caso di rifiuto dell’accertamento al conducente saranno sempre inflitte le sanzioni previste per la fattispecie penale più grave (come se fosse stato dunque riscontrato un tasso alcolemico superiore ai 1,5 g/l o, in caso di rifiuto di accertamento sugli stupefacenti, come se al conducente fosse stato riscontrato lo stato di alterazione psicofisica).

Va inoltre ricordato che in qualunque caso, a seguito della sospensione della patente di guida, il trasgressore sarà obbligatorio a sottoporsi ad apposita visita medica per riottenere la patente guida.

Cosa fare in caso di condanna per guida in stato di ebbrezza

Descritte tutte le possibili sanzioni e conseguenze stabilite dal codice per la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, è ora di passare ai rimedi.

Nei casi penalmente rilevanti è possibile (sempre che non si sia verificato un incidente) sostituire la pena inflitta con i lavori socialmente utili (art. 186 comma 9 bis C.d.S.) o, in alternativa, chiedere l’applicazione dell’istituto della messa alla prova (artt. 168 bis c.p. e 464 c.p.p. e ss.). Tali misure (o istituti), che possono essere richiesti e applicati una sola volta nella vita, consistono nella richiesta da parte dell’imputato in un accordo col Giudice penale (previo consenso del Pubblico Ministero) affinché:

  • In caso di conversione della pena in lavori di pubblica utilità, le pene inflitte dal Giudice, verranno convertite in un programma di trattamento che comprenda un determinato numero ore di servizio sociale e/o di lavori di pubblica utilità. Il buon esito del lavoro (gratuito e dunque non retribuito) comporterà l’estinzione del reato ed il dimezzamento del periodo di sospensione della patente precedentemente inflitto dal Prefetto;
  • In caso di messa alla prova, il procedimento penale si arresta ad una fase antecedente al giudizio: in questo caso verrà avanzata al Pubblico Ministero una richiesta di sospensione del procedimento penale per permettere la cosiddetta “messa alla prova” dell’imputato. Se il Pubblico Ministero (e cioè l’accusa) sarà d’accordo a concedere questa possibilità il fascicolo del procedimento passerà al Giudice il quale, previa fissazione di udienza e qualora anche il Giudice si trovi d’accordo a concedere il beneficio, dichiarerà il procedimento penale sospeso per l’espletamento della “messa alla prova”. Al pari dei lavori socialmente utili, l’istituto della messa alla prova consiste nell’elaborazione di un programma di trattamento che comprenda un determinato numero ore di servizio sociale e/o di lavori di pubblica utilità, nonché la disponibilità a porre in essere condotte riparatorie rispetto al fatto antigiuridico posto in essere (ad esempio, verrà considerata condotta riparatoria una donazione in favore del “fondo vittime della strada”, oppure il risarcimento dei danni a cose e persone causati in conseguenza della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti). Anche in questo caso, il buon esito del lavoro (gratuito e dunque non retribuito) e la prestazione delle condotte riparatorie comporteranno l’estinzione del reato ed il dimezzamento del periodo di sospensione della patente precedentemente inflitto dal Prefetto.

Rispetto alla fedina penale, inoltre, l’estinzione del reato avrà l’effetto pratico di non consentire l’iscrizione del reato sul proprio Casellario Giudiziale. Tuttavia va sottolineato come ciò non significhi che in assoluto non resterà alcuna traccia del reato in quanto gli organi deputati all’Amministrazione della Giustizia potranno sempre “vedere” il vostro precedente, ma qualsiasi privato (come ad esempio un datore di lavoro) che dovesse eventualmente chiedervi visione del vostro certificato del Casellario Giudiziale (“registro” dei provvedimenti di condanna definitivi a vostro carico) non potrà “accedere” a questa informazione.

Permesso speciale di guida per motivi di lavoro

E’ importante sapere che in caso di esigenze lavorative altrimenti non soddisfabili, e sempre purché non si sia causato un incidente, entro cinque giorni dall’accertamento dell’illecito è possibile chiedere al Prefetto un permesso speciale di guida con validità limitata agli spostamenti e per gli orari strettamente necessari. Da notare anche però che la concessione di tale permesso speciale di guida comporterà il prolungamento del periodo di sospensione della patente inflitto (cfr. art. 218, comma 2 C.d.S.).

Ricorso al Giudice di Pace per sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza

E’ anche possibile ricorrere al Giudice di Pace contro il provvedimento cautelare di sospensione della patente di guida emesso dal Prefetto. In tal caso sarà necessario sostenere la visita medica prescritta entro l’udienza fissata dal Giudice di Pace al fine di vedere revocato il provvedimento di sospensione cautelare e tornare a guidare.

Infatti, a seguito dell’accertamento della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, il Prefetto emette cautelativamente (e cioè per sicurezza e per garantire l’incolumità pubblica) un provvedimento di sospensione della patente. Tale provvedimento non ha efficacia definitiva e potrà essere revocato se il trasgressore dimostra di non essere “pericoloso” tramite il superamento della visita medica specialistica.

In ogni caso però, la sospensione della patente inflitta andrà comunque interamente scontata e sarà il Giudice penale, a conclusione del procedimento penale che verrà instaurato, a stabilire la durata definitiva della sospensione della patente di guida e a farla nuovamente decorrere qualora all’esito del giudizio la stessa risulti interamente scontata.

Prescrizione del reato di guida in stato di ebbrezza

Quanto al termine di prescrizione stabilito per questi reati, sussiste il termine ordinario di 6 anni dalla commissione del fatto (aumentabile di un quarto in caso di atti interruttivi della prescrizione).

Un reato prescritto non può essere perseguito penalmente in quanto si ritiene che, trascorso un determinato lasso di tempo senza che sia stata pronunciata una sentenza definitiva di condanna, sia venuto a mancare l’interesse a perseguire quella determinata condotta antigiuridica contestata.

Guidare senza patente è reato?

Occorre infine sottolineare che, a seguito dell’emissione del recente decreto di depenalizzazione, guidare senza patente non è più un reato in quanto è stato, per l’appunto, depenalizzato.

Chi guida senza patente potrà essere sanzionato  con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro, con l’ulteriore sanzione “accessoria” del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi (e quindi il veicolo guidato non potrà essere utilizzato per i successivi tre mesi).

In caso di recidiva nel biennio tuttavia si potranno applicare altresì la pena dell’arresto fino ad 1 anno e la sanzione della confisca del veicolo (qualora di proprietà del conducente); competente a decidere in tale ipotesi torna ad essere il Tribunale penale.

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