A cura dell’Avvocato Laura D’Angiolella

Quando un Licenziamento è legittimo? Cosa si intende per giusta causa e per giustificato motivo?

Vediamolo insieme in questo breve articolo.

Risoluzione del rapporto di lavoro: Licenziamento e Dimissioni

Il nostro ordinamento consente sia al Lavoratore, che al Datore di lavoro, la facoltà di recedere dal rapporto di lavoro, purché vengano rispettate determinate condizioni dettate dalla Legge.

Di sovente accade che i termini licenziamento e dimissioni vengano utilizzati  impropriamente. Chiariamo innanzitutto la semplice ma fondamentale distinzione tra i due istituti giuridici:

  • Il Licenziamento: è il recesso unilaterale del Datore di lavoro dal rapporto di lavoro subordinato.
  • Le Dimissioni: consistono nel recesso dal contratto di lavoro da parte del Lavoratore.

In questo articolo ci occuperemo del primo istituto giuridico. Vediamo più da vicino quali sono i requisiti prescritti dalla legge affinché esso possa essere considerato legittimo.

Quando il Licenziamento è legittimo?

Il punto di vista formale

Per potersi ritenere legittimo un Licenziamento di un lavoratore devono verificarsi le seguenti circostanze:

  1. Il datore di lavoro deve intimarlo al lavoratore per iscritto, a pena di nullità.
  2. Nella lettera di licenziamento devono essere specificati i motivi che hanno determinato il recesso.

La procedura che il Datore deve poi seguire per intimare il licenziamento individuale varia a seconda del carattere disciplinare o non disciplinare dello stesso.

Il punto di vista sostanziale

Dal punto di vista sostanziale possono essere diverse le cause per le quali viene intimato il licenziamento: giusta causa, giustificato motivo soggettivo e giustificato motivo oggettivo.

Il licenziamento per Giustificato Motivo Soggettivo e per Giusta Causa sono provvedimenti di tipo disciplinareIn particolare, con licenziamento disciplinare si intende quello intimato per motivi connessi alla condotta del lavoratore, tali da determinare la lesione del vincolo fiduciario esistente con il Datore di Lavoro.

Vediamo la differenza tra Licenziamento per Giustificato Motivo Soggettivo e Licenziamento per Giusta Causa:

  • Si parla di giustificato motivo soggettivo nei casi in cui l’inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del Lavoratore è notevole, ma non così grave da rendere impossibile la prosecuzione provvisoria del rapporto.
  • Si parla di giusta causa, invece, nei casi in cui la gravità del fatto compiuto dal Lavoratore consente e legittima la risoluzione immediata del rapporto.

La differenza tra i due casi, dunque, consiste nell’intensità della lesione e per gli effetti che ne conseguono.

C’è inoltre un’ulteriore causa di licenziamento è cioè quella per “giustificato motivo oggettivo“, con cui si intende la cessazione del rapporto di lavoro dovuta a motivi principalmente di natura aziendale e relativi al lavoro, alla sua organizzazione e all’attività produttiva ed al loro regolare funzionamento.

A titolo esemplificativo e non esaustivo le ipotesi più frequenti di licenziamento per giustificato motivo oggettivo sono costituite dalla crisi aziendale, dalla cessazione dell’unità produttiva, dalla soppressione del posto o del reparto cui è addetto il lavoratore, dalla riorganizzazione aziendale e talvolta anche da una semplice flessione dei volumi di vendita.

Il preavviso è sempre obbligatorio?

Di regola la parte che recede deve rispettare il cd. periodo di preavviso, che consiste in un numero di giorni o mesi, specificamente previsti nei rispettivi CCNL di riferimento per ogni categoria, livello di inquadramento e anzianità di servizio.

Obbligo del preavviso: quali sono le eccezioni

Ma vi sono delle eccezioni. L’obbligo di preavviso non sussiste infatti nei casi di:

  • Risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa,
  • Durante o al termine del periodo di prova,
  • Alla naturale scadenza del contratto a tempo determinato,
  • Nelle ipotesi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Cosa fare in caso di Licenziamento illegittimo?

Considerate le conseguenze in caso di licenziamento invalido, le diverse tutele approntate per il Lavoratore illegittimamente licenziato e la delicatezza della materia in costante evoluzione normativa, sarebbe preferibile farsi assistere da un avvocato specializzato in Diritto del Lavoro.

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