Il mondo da quando è nato si distingue per le cosidette “chiacchiere”, ebbene fin quando si tratta di meri discorsi da paese, che rimangono inglomberati un realtà circoscritta non ledendo la figura dell’individuo nei confronti di cui sono rivolte, esse si riducono a semplici pettegolezzi, più o meno comuni a chiunque di noi.

Tuttavia vi è un limite, che devi stare attento a non superare o che se viene superato puoi denunciare, che si ha quando la chiacchiera diventa lesiva della reputazione, ovvero si estende oltre quella piccola realtà divenendo pubblica e tale da compromettere l’onore altrui, in questi casi si parla di diffamazione.

Cosa si intende per diffamazione

Al fine di comprendere in cosa consiste la fattispecie legale della diffamazione disciplinata all’articolo 595 del codice penale, si ritiene opportuno partire dal suo sognificato, ivi compresi gli elementi soggettivi ed oggettivi necessari per la sua configurabilità.

Il reato di diffamazione, al pari di quello di ingiuria (articolo 594 codice penale), si realizza ogni qualvolta qualcuno divulga informazioni lesive sulla reputazione altrui, tali da compromettere la sua posizione personale e sociale nella comunità.

Tratto distintivo tra le due fattispecie è la presenza del soggetto, nel caso di diffamazione il soggetto passivo è assente, pertanto, non in grado di poter replicare immediatamente a quanto si afferma sul proprio conto. Elemento soggettivo è il dolo, ovvero la coscienza di voler ledere la reputazione altrui, reputazione che ne costuitisce, a sua volta, l’elemento oggettivo.

Reato comune, cioè azionabile da chiunque, necessita della presenza di almeno due persone affinchè si configuri (reato a concorso necessario).

Si è discusso in dottrina e giurisprudenza sulla natura del reato di diffamazione, gli orientamenti erano due, da un parte lo si qualificava come un reato di pericolo indipendente dalla conoscenza o meno dell’offesa da parte della vittima, dall’altra si è parlato, tesi che, poi, ha prevalso, di reato di danno, per la cui configurabilità è necessario che la vittima percepisca l’offesa.

La diffamazione a mezzo stampa: cos’è

Esistono vari modi in cui può configurarsi la fattispecie criminosa della diffamazione, attraverso il passaparola o le chiacchiere di paese, tramite l’utilizzo dei social network e a mezzo stampa.

La diffamazione a mezzo stampa è legata al diritto di cronaca, tuttavia, la libertà di stampa (articolo 21 della Costituzione) non è assoluta, ma perché si possa legittimare e discriminare in base all’articolo 51 del codice penale, la diffusione di determinate notizie, è necessario che esse abbiano 3 caratteristiche:

  • Rilevanza: ossia la notizia deve essere oggettivamente di interesse pubblico;
  • Verità: ossia si deve trattare di fatti realmente accaduti e non inventati, non a caso dovere di un giornalista è accertare la fonte della notizia;
  • Continenza: ossia si devono utilizzare termini che siano attinenti all’informazione che si sta divulgando e che non esprimano considerazioni personali o dispregiative.

La mancanza di uno solo di questi elementi comporta la possibilità per il giornale di essere querelato.

Interessante è notare che nel caso di diffamazione a mezzo stampa sussista una doppia responsabilità, sia quella del giornalista che ha firmato l’articolo sia quella del direttore del giornale.

Secondo quanto ha affermato “una recente Cassazione civile 10252/14”, il direttore del giornale risponde di diffamazione al pari dell’autore dell’articolo per aver omesso il suo dovere di vigilanza. L’omissione può essere colposa, quindi involontaria, o dolosa cioè intenzionale.

Diffamazione a mezzo stampa: azioni legali

Nel caso di reato di diffamazione potrai espletare azione sia in sede civile che penale.

In sede penale, è necessario che tu presenti una denuncia-querela (articolo 336 codice procedura penale), già vista quando abbiamo parlato di come sporgere denuncia per diffamazione. Si tratta, infatti, di un reato non procedibile di ufficio, pertanto, si richiede la denuncia personale della persona offesa.

A seguito della denuncia, la Procura della Repubblica procederà ad effettuare una serie di indagini, a convenire le persone denunciate e da lì si passeranno gli atti in Tribunale, dove il Giudice per l’udienza preliminare (Gip) deciderà se archiviare o meno il procedimento in corso.

Altresì potrai agire in ambito civile, sia che tu abbia presentato querela sia che tu abbia deciso di non perseguire penalmente i soggetti responsabili. Da un punto di vista civile, potrai richiedere un risarcimento economico sia per il danno patrimoniale che non patrimoniale.

Ricordiamo che il Risarcimento del danno può essere:

  1. Danno patrimoniale consiste nelle perdite economiche subite nell’immediato (danno imminente) e nelle occasioni perse (lucro cessante).
  2. Danno non patrimoniale riguarda la sfera personale del soggetto, tra cui il diritto all’oblio ovvero ad essere dimenticato.

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