A cura del Team di JustAvv

Se stai cercando saperne di più sui diversi tipi di risarcimento danni sei nel posto giusto. In questo breve articolo riportiamo una semplice classificazione che ti aiuterà a capire la differenza tra le diverse tipologie di danno dandone una definizione, spiegandone il significato ed evidenziandone le principali caratteristiche.

Cosa si intende con il termine “risarcimento del danno”

Il risarcimento del danno è una forma di compenso riconosciuto dall’ordinamento giuridico italiano per chiunque abbia subito dei danni derivanti da una condotta illecita (sia volontaria che involontaria) di un altro soggetto.

Come è facile intuire i danni che un soggetto può subire possono essere di diverso tipo e si differenziano per natura, cause, effetti e conseguente responsabilità. Vediamone di seguito una classificazione.

La responsabilità contrattuale ed extracontrattuale

Innanzitutto è importante sottolineare come la condotta illecita alla base del “danno” può scaturire da una responsabilità di tipo contrattuale oppure da responsabilità di tipo extracontrattuale.

Responsabilità Contrattuale

In tutti i casi in cui due soggetti stipulano un regolare contratto e una delle due parti fosse inadempiente rispetto alle obbligazioni previste nell’accordo, si configura per il soggetto inadempiente una responsabilità di tipo contrattuale.

E’ importante notare come per inadempienza si intenda non solo una mancanza totale ma anche un adempimento incompleto, inesatto o tardivo delle condizioni contrattuali.

Ulteriore precisazione doverosa va fatta con riferimento al fatto che le fonti di obbligazioni e delle conseguenti responsabilità contrattuali non siano esclusivamente i contratti (anche dette fonti tipiche), ma possono anche essere di diverso tipo (forme atipiche):

  1. Fonti tipiche: stipula, per l’appunto, di un contratto
  2. Fonti atipiche: come arricchimento senza causa, gestione di affari altrui, promesse unilaterali, pagamento di indebito, e via dicendo.

Come è solito indicare, il soggetto obbligato è tenuto ad adempiere l’obbligazione contrattuale comportandosi da buon padre di famiglia ed anche in caso di mancanza di dolo ma di negligenza esso sarà obbligato a risarcire il danno in quanto responsabile di condotta colposa.

Nel caso di responsabilità contrattuali derivanti dallo svolgimento di attività di tipo professionale (come nel caso di malasanità) invece è richiesto un grado di diligenza ancora maggiore, che sarà quindi maggiore e proporzionato al tipo di prestazione svolta.

Responsabilità Extracontrattuale

A differenza della responsabilità di tipo contrattuale, come si evince dal nome, con responsabilità extracontrattuale si fa riferimento a quella responsabilità che scaturisce non dall’inadempimento di uno specifico contratto ma da un comportamento che comporta, più in generale, un “danno ingiusto” ad un altro soggetto.

Al fine di garantire la civile convivenza della collettività vige la regola contemplata dall’articolo 2043 del codice civile che, per l’appunto, disciplina l’illecito di tipo extracontrattuale. Tale norma stabilisce che in tutte le circostanze in cui un soggetto violi una regola di civile convivenza a causa di una condotta inammissibile, sia intenzionalmente che per negligenza, esso incorrerà in responsabilità di tipo extracontrattuale (responsabilità civile) e, in presenza di danni, in un obbligo risarcitorio.

L’illecito di tipo civile prevede sempre una struttura composta da tutti i seguenti elementi:

  • Condotta Antigiuridica: cioè una condotta che violi una norma del codice civile.
  • Nesso di Causa: che prevede che il soggetto sia responsabile dell’obbligo risarcitorio solo qualora la sua condotta sia ricollegabile al danno con una relazione di causa-effetto.
  • Il danno ingiusto: dove con il termine “ingiustizia” si intende il frutto di una condotta contraria alla legge e che leda un diritto di un altro soggetto.

Differenza tra danno patrimoniale e danno non patrimoniale

Una seconda differenziazione sui tipi di danno può essere fatta suddividendo i danni nelle due categorie di danni patrimoniali e danni non patrimoniali, le quali poi, al loro interno, prevedono un’ulteriore suddivisione in categorie più specifiche.

La differenza tra danno patrimoniale e danno non patrimoniale consiste nel tipo e nella semplicità di quantificare il danno arrecato.

Danno Patrimoniale

Con “danno patrimoniale” si intende una qualsiasi lesione o danneggiamento del patrimonio di un soggetto che quantificabile in modo preciso al livello economico.

Ad esempio, nel campo degli incidenti stradali, se guidando un’automobile il conducente perdesse il controllo del veicolo urtando un’auto parcheggiata è facile intuire che il danno arrecato sarà quantificabile con le spese necessarie per la riparazione del mezzo urtato.

Il danno patrimoniale comprende al suo interno due diverse tipologie di danno: il danno emergente ed il lucro cessante.

Danno emergente

Il danno emergente è la lesione diretta, attuale ed immediata del patrimonio del soggetto danneggiato (nell’esempio precedente le spese necessarie per la riparazione dell’auto danneggiata). Un altro esempio adducibile sono le spese necessarie per la correzione di una qualsiasi prestazione svolta in modo errato

Lucro Cessante

Si parla di lucro cessante nei casi in cui vi sia una lesione “futura” (cioè in prospettiva futura) del patrimonio, in virtù dei minori guadagni causati dalla lesione della posizione della vittima. Un esempio utile alla comprensione è quello di un professionista impossibilitato a lavorare (e a realizzare un guadagno) a causa di un infortunio.

Il danno non patrimoniale: danno biologico, danno morale e danno esistenziale

I danni non patrimoniali comprendono tutti danni che non sono quantificabili economicamente in modo preciso ed immediato ma che sono riconducibili al peggioramento della qualità della vita di una persona.

I danni non patrimoniali si dividono in: danno biologico, danno morale e danno esistenziale.

Danno Biologico

Il Danno Biologico può essere definito come una menomazione (permanente o temporanea) dell’integrità psicofisica della persona che possa essere oggetto di accertamento medico-legale.

Il danno alla salute comprende quindi al suo interno sia i danni fisici, intese come lesioni dell’integrità fisica del soggetto, sia i danni alla psiche (con cui si intende ad esempio, dalle sentenze dei tribunali, un’alterazione dell’aspetto estetico, danni psicologici, compromissione di capacità o attitudini relazionali o sessuali dell’individuo, ecc.).

Più precisamente esso consiste negli effetti negativi che ne derivano sulla qualità della vita del soggetto offeso, senza la necessità che tali ripercussioni incidano sulla capacità lavorativa del soggetto stesso. Proprio l’indipendenza dalla capacità lavorativa differenzia il danno biologico dal danno patrimoniale.

Perchè possa configurarsi il danno patrimoniale, infatti, è necessario che la lesione alla salute incida direttamente sulla capacità lavorativa specifica e che, quindi, comporti una diminuzione patrimoniale (come nel caso in cui ci siano dei pregiudizi alla salute che non permettano al soggetto di prestare la propria attività lavorativa) ciò non accade per il danno biologico il quale può sussistere sia che vi sia, sia che non vi sia una diminuzione patrimoniale.

Spesso di parla di danno biologico in riferimento ai casi di malasanità.

Danno Morale

Il Danno Morale è un danno di tipo “soggetivo” che impatta cioè sullo stato d’animo di una persona causando su di essa una sofferenza psichica come dolore, stati d’ansia o depressione. Consiste nella condizione di dolore o di turbamento dello stato d’animo patito per aver subito la lesione di un diritto costituzionalmente garantito ma ma non necessariamente legato alla salute.

Per fare un esempio basti pensare ai parenti di vittime di incidenti stradali. I danni morali consistono in altri termini in un pregiudizio riguardante degli aspetti dinamico-relazionali della vita del soggetto.

Danno Esistenziale

Il Danno Esistenziale è un altro danno di tipo soggettivo ma legato in questo caso alla “esistenza” del soggetto e che si traduce in un peggioramento della qualità di vita dello stesso. In altri termini questo tipo di danno si considera lesivo delle attività realizzatrici della persona, determinandone una rinuncia forzata ad una condizione di felicità. 

Non consiste invece in un pregiudizio (o danno) alla salute, ma provoca un peggioramento della qualità della vita del soggetto a causa del danneggiamento dei suoi “valori” ed alla compromissione di attività determinanti sulla sua personalità, della sua quotidianità e felicità.

Esempi di danni non patrimoniali

La risarcibilità dei danni non patrimoniali subiti differisce da caso a caso, e spesso è possibile ottenere un risarcimento per tutte le voci indicate, come avviene ad esempio nel caso di danno da vacanza rovinata.

La differenza tra risarcimento e indennizzo

Sebbene i termini risarcimento ed indennizzo possano sembrare simili e possano dunque essere facilmente confusi, tra loro esiste una differenza:

  • Risarcimento: termine con cui si intende l’obbligo di legge a “riparare” in termini monetari un danno cosiddetto “ingiusto” (ossia contrario ad una o più disposizioni dell’ordinamento giuridico).
  • Indennizzo: in alcuni casi particolari, pur non essendo stato arrecato alcun danno ingiusto, la legge stabilisce che il soggetto leso abbia comunque diritto ad una somma di denaro per ragioni di tipo compensativo o equilibrativo al fine di evitare il rischio che la situazione in oggetto possa evolvere e degenerare diventando, per l’appunto, ingiusta (o illecita). Un esempio di indennizzo può essere quello dell’esproprio di una proprietà privata ad opera dello Stato per motivi di interesse collettivo (ad esempio la costruzione di una linea ferroviaria), atto non illecito ma che comporta la necessità di “compensare” il soggetto che ha subito l’esproprio con una indennità di espropriazione.

A differenza del risarcimento del danno che è sempre legato a condotte o comportamenti di tipo illecito, dunque, l’indennizzo è un pagamento che riguarda comportamenti che non sono in contrasto con la legge.

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