A cura dell’Avvocato Antonino Lanza

Violazione degli Obblighi di Assistenza Familiare secondo la Legge

Il delitto di cui all’art. 570 del codice penale (c.p.) è un reato omissivo “proprio” che disciplina una pluralità di figure delittuose poste a tutela degli obblighi intercorrenti tra i componenti di una famiglia.

Il primo comma di detta disposizione di parte speciale punisce il soggetto che abbandoni il domicilio domestico o ponga in essere una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, sfociante in una sottrazione ai principali obblighi di assistenza, omettendo di distinguere tra obblighi morali o materiali.

Casi Gravi di Violazione degli Obblighi di Assistenza Familiare

Il comma seguente, invece, prevede una fattispecie maggiormente gravosa per il soggetto (in quanto il trattamento sanzionatorio non è “alternativo” di reclusione o multa come per il primo comma, bensì “cumulativo”, invero prevedendo la somma di dette pene) che realizzi una violazione degli obblighi di assistenza materiale nei confronti del discendente (anche qualora lo stesso fosse adottivo e non soltanto naturale) minorenne o comunque inabile al  lavoro, degli ascendenti o del coniuge non separato per sua colpa, sempre che tali soggetti versino in una condizione di carenza dei mezzi di sussistenza necessari.

 

Nello specifico, con il termine “mezzi di sussistenza necessari”, è intesa la carenza di tutto ciò che è necessario non solo per la mera sopravvivenza vitale (ad esempio vitto e alloggio) dell’individuo avente diritto, bensì anche di tutto quello che possa consentire un soddisfacimento di altre complementari esigenze di vita quotidiana quali per esempio materiale di studio, abbigliamento ecc, il tutto ovviamente rapportato alle concrete capacità economiche del soggetto obbligato.

Tale “espansione” è stata confermata, a più riprese, dalla Giurisprudenza della Suprema Corte.

Obblighi di Assistenza Familiare in caso di Separazione

A completamento, seppur non con pretesa esaustiva, è utile rimarcare come recentemente sia stato introdotto l’art. 570 bis c.p., dal d.lgs. n. 21/2018, il quale ha trasposto nel suddetto articolo di codice penale quanto precedentemente previsto  nell’art. 12 sexies della legge n. 898/1970.

Tale reato punisce specificamente il soggetto che violi gli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio, rinviando, per quanto concerne il trattamento sanzionatorio, a quanto previsto dal precedente art. 570 c.p.

Vi è da chiedersi, allora, se il suddetto rinvio quoad poenam sia da intendersi al primo o al secondo comma (il quale come detto prevede un trattamento sanzionatorio maggiormente gravoso) di tale art. 570 c.p.

La giurisprudenza è intervenuta sul punto, stabilendo che il suddetto rinvio sia da riferirsi alla più “favorevole” ipotesi delittuosa disciplinata dal primo comma.

Pertanto, il soggetto che violerà l’obbligo di pagamento dell’assegno divorzile andrà incontro alla pena “alternativa” della recusione fino a un anno o della multa da 103 a 1.032 euro.

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