A cura dell’Avvocato Gioacchino Ficco

Il valore probatorio dei messaggi WhatsApp e degli screenshot nel processo civile e penale

I redattori dei vigenti codice civile (1942) e codice penale (1930) non avevano previsto che la tecnologia sarebbe progredita in maniera così rapida e, pertanto, nel nostro ordinamento non troviamo alcuna norma che disciplini specificamente il valore probatorio della messaggistica istantanea e/o degli screenshot catturati con il nostro smartphone.

Tuttavia, i Giudici italiani vengono sempre più spesso chiamati a dirimere controversie ovvero a decidere della colpevolezza di un soggetto sulla scorta dei sopracitati messaggi istantanei (sms, mms e soprattutto messaggi whatsapp) e di screenshot.

Qual è il valore legale di WhatsApp?

Alla luce della premessa viene spontaneo chiedersi allora: quale valore hanno tali documenti atipici (non disciplinati dai codici) nel nostro ordinamento?

Ad una iniziale ritrosia della giurisprudenza, si affianca quella più recente che conferisce ad entrambe le tipologie di documenti pieno valore probatorio.

Con particolare riferimento ai messaggi WhatsApp (valevole anche per gli sms ed mms), la giurisprudenza di merito più recente ha precisato che questi ultimi rientrano senza dubbio tra le prove disciplinate all’art. 2712 c.c. (codice civile).

Lo stesso prevede infatti espressamente che le riproduzioni meccaniche, fotografiche, informatiche (CAD) o cinematografiche, così come le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.

Tanto peraltro è stato già consacrato nel 2005 in via definitiva dalla sentenza n. 9984/2005 che ha riconosciuto pieno valore probatorio al contenuto degli SMS e alle immagini degli MMS, ad oggi applicabile in via analogica anche ai messaggi WhatsApp.

Processualmente, al fine di cristallizzare la prova, è bene riportare la trascrizione della chat in apposito documento e, in caso di contestazione della veridicità, tenere a disposizione dell’autorità Giudiziaria il supporto informatico di origine (cioè il telefonino).

E anche gli Screenshot hanno valore legale?

La risposta è sì. Analogo discorso può infatti farsi per gli screenshot poste a fondamento di una richiesta giudiziaria (sia civile che penale).

A dirla tutta, una recentemente la sentenza n. 8736/20018 ha addirittura precisato che i dati di carattere informatico contenuti nel computer, in quanto rappresentativi di cose, rientrano tra le prove documentali e l’estrazione dei dati è una operazione meramente meccanica, sicché non deve essere assistita da particolari garanzie: in altri termini il solo screenshot può assurgere a prova piena, senza che siano richieste particolari formalità (come ad esempio l’autenticazione da parte di un Pubblico Ufficiale).

Conclusioni

Tirando le somme ed in via generale, i messaggi whatsapp e gli screenshot hanno tutti i crismi per poter assurgere a prove vere e proprie. Tuttavia ogni caso è a sé e va valutato caso per caso con l’ausilio di un esperto, nel frattempo se necessario non disperdete tali documenti informatici poiché potrebbero tornare utili nello svolgimento di un processo civile o penale.

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